"Lo sai cosa facciamo appena ci svegliamo?" sussurra Aurora. La sua voce è un'emissione pulita, che non sbatte contro i muri ma viene assorbita dalla levità della stanza, restituendo una quiete intatta.
La bambola guarda fisso davanti a sé, il volto di stoffa immobile, testimone muta di questa dichiarazione d'intenti.
Aurora alza un dito minuscolo. Segue la linea del tronco dipinto e indica il rifugio di legno sospeso al ramo principale. "Andiamo a sederci lì. Ho misurato con gli occhi. C'è spazio per me, per te e per l'uccellino rosa."
Il silenzio della camera è così denso, così architettonicamente protettivo, che la risposta della bambola scaturisce naturale, materializzata dalla mente stessa di Aurora, che per un istante le cede il respiro prestandole una voce appena più soffiata e cauta.
"E se cadiamo giù?" chiede la bambola.
"Non cadiamo," decreta Aurora, riprendendo il suo tono ineluttabile. "L'albero ci tiene strette. E anche se scivoliamo, sotto ci sono i fiori di prato, che sono fatti apposta per non farci male. Se invece arriva il temporale, ci spostiamo sotto l'arcobaleno. Lì sotto non piove mai, l'ho deciso io."
C'è una pausa. L'ombra delle fronde reali fuori dalla finestra si sovrappone per un istante ai rami dipinti, creando una coalescenza tra il vento esterno e l'immobilità interna. La bambola sembra annuire, complice un impercettibile spostamento d'aria o il tocco del ginocchio della bambina.
"E poi," aggiunge Aurora, abbassando ulteriormente il volume, come se stesse per rivelare una legge fondamentale della fisica infantile, "domani mattina presto, quando c'è quella luce bianca, prendiamo una nuvola di quelle basse. La afferriamo per l'angolo e la tiriamo giù in camera."
"Le nuvole fuori sono fredde e bagnate," obietta la voce della bambola.
"Quelle di fuori, sì," risponde Aurora, sfiorando il tessuto del vestito della sua compagna. "Ma questa no. Questa è la nostra. È una nuvola che sa di latte caldo. Ci facciamo una coperta per quando viene l'inverno, così non abbiamo mai bisogno di uscire."
La carta da parati
Rifugio d'Aurora traduce l'istinto primordiale di protezione in un'esperienza spaziale per gli ambienti dedicati all'infanzia, interviene sui volumi della stanza utilizzando la levità del tratto e la purezza della luce nascente per ancorare l'ambiente a una frequenza di immobilità e pace assolute.
Trasforma la cameretta in un asilo di pace assoluta con la carta da parati
Rifugio d'Aurora. Un design ad acquerello per spazi d'infanzia caratterizzato da un arcobaleno dai toni pastello, alberi in fiore e dettagli naturali, concepito per abbassare drasticamente la frequenza visiva della stanza. Ideale per nursery e camere per bambine, questa parete panoramica isola dal frastuono esterno, creando un ecosistema rassicurante e protettivo che asseconda il bisogno primordiale di sicurezza, integrandosi perfettamente con arredi in legno crudo e tessuti naturali.
Realizzata a Torino e spedita in tutta Italia, “Rifugio d'Aurora” garantisce sicurezza e bellezza duratura grazie a inchiostri ecologici inodori e supporti di qualità: dalla Fibra Naturale al Tnt Vinilico.
[hr]
| Codice prodotto |
Dimensioni |
Superficie |
| 1698 |
A progetto |
Controlla il tipo di carta |
| Grammatura |
Tessuto base |
Caratteristiche |
| 195 g/m2 |
Carta 100% pura cellulosa |
Buona resistenza alla luce
Senza PVC certificato FSC
Resistente all'acqua
Stabile dimensionale
Classificazione al fuoco D-s1, do (ISO EN 13501-1: 2007) |
[hr]
[CP_CALCULATED_FIELDS id="1"]